L’intervista a Sigismund Prentki, Head of Client Executive di Wide Group, pubblicata dal quotidiano altoatesino Dolomiten
Il tema della gestione del rischio nei cantieri è sempre più centrale, soprattutto in territori come l’Alto Adige, dove ristrutturazioni, vincoli urbanistici, densità abitativa e specificità geografiche rendono ogni progetto edilizio un ecosistema di rischi da governare.
Ne ha parlato il quotidiano altoatesino Dolomiten, storico punto di riferimento dell’informazione locale di lingua tedesca, in un’intervista a Sigismund Prentki, Head of Client Executive di Wide Group, focalizzata sul ruolo delle coperture assicurative nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni.
Di seguito la traduzione in italiano dell’approfondimento, dedicato ai principali rischi nei cantieri, alle coperture consigliate e agli errori più frequenti nella gestione assicurativa dei progetti edilizi.

In Alto Adige, dove il settore edilizio è caratterizzato da ristrutturazioni complesse, vincoli paesaggistici e una forte densità abitativa nelle vallate, la gestione del rischio in cantiere è un elemento centrale. Non si tratta solo di adempimenti burocratici, ma di una vera e propria strategia di tutela per committenti, imprese e progettisti.
Quali rischi tipici comporta una ristrutturazione in Alto Adige?
«I rischi sono molteplici e spesso sottovalutati. Innanzitutto ci sono i danni ai beni in costruzione, che possono verificarsi in qualsiasi momento del cantiere: eventi atmosferici come grandine o forti precipitazioni possono compromettere materiali e lavorazioni già eseguite, così come possono esserci danni alle strutture preesistenti durante gli interventi.
Un secondo ambito riguarda i danni a terzi, particolarmente rilevanti in Alto Adige dove le abitazioni sono spesso molto vicine tra loro, soprattutto nei centri urbani e nelle vallate. Anche piccoli errori possono causare danni all’abitazione del vicino.
A questi si aggiungono i rischi post-lavori, come crolli o gravi difetti costruttivi, soprattutto quando si interviene sulle strutture portanti. Esistono poi rischi ambientali e geografici tipici del territorio: frane, alluvioni, furti e difficoltà logistiche nei cantieri in zone isolate o montane.
Non vanno dimenticati i rischi legati alla sicurezza del personale e alla responsabilità civile del committente. Ogni cantiere implica infatti anche una componente di responsabilità verso terzi e lavoratori».
Esistono assicurazioni obbligatorie per una ristrutturazione?
«Sì, ma solo in casi specifici. Le principali sono la Polizza Decennale Postuma e le cauzioni previste dalla Legge 210, obbligatorie in determinate situazioni, per esempio nelle operazioni di vendita su carta.
Per le imprese costruttrici che operano in questo contesto, la normativa prevede l’obbligo combinato di Legge 210 e Decennale Postuma.
Per il privato che ristruttura, invece, non esiste un obbligo generalizzato di assicurazione. Tuttavia, nella pratica, queste coperture sono fortemente raccomandate perché il livello di esposizione al rischio è comunque elevato».
Quali assicurazioni sono fortemente raccomandate e perché?
«La copertura principale è la polizza CAR (Contractor’s All Risks). Si tratta della polizza che copre i danni diretti al cantiere e la responsabilità civile verso terzi durante l’esecuzione dei lavori. È una copertura “globale” che assicura per esempio appaltatori, subappaltatori, direttore lavori e committente.
La seconda polizza fondamentale è la Decennale Postuma, che copre i gravi difetti costruttivi e i crolli relativi alle strutture portanti. Su richiesta può essere estesa ad altre parti dell’opera, come impermeabilizzazioni, cappotto, intonaci e pavimentazioni.
La somma assicurata della CAR corrisponde al valore complessivo dei lavori, mentre per la Decennale Postuma si fa riferimento al valore dell’immobile. La CAR copre la durata del cantiere, mentre la postuma ha una durata di dieci anni dal collaudo statico.
Un elemento importante è che la Decennale Postuma viene normalmente richiesta in abbinamento alla CAR e, nei progetti di maggiore entità, è previsto anche un controllo tecnico in corso d’opera da parte di società certificate».
I lavori eseguiti in proprio sono coperti?
«In linea generale no. Tutto ciò che non è contrattualizzato non rientra nella copertura della polizza CAR. Questo significa che i lavori eseguiti in proprio o in modo non formalizzato possono creare scoperture significative.
Per questo motivo il lavoro in proprio è sconsigliato, salvo casi molto strutturati e regolarizzati. È fondamentale che ogni attività in cantiere sia chiaramente contrattualizzata, anche per evitare problemi legati a infortuni o responsabilità verso terzi».
Quali polizze non sono necessariamente consigliate in tutti i casi?
«La polizza incendio dell’abitazione, da sola, non è sufficiente durante un cantiere, perché non copre i rischi specifici dell’attività edilizia e deve essere integrata con la CAR.
Anche l’estensione nelle polizze CAR per macchinari, baraccamenti e attrezzature di cantiere non è sempre indispensabile per tutti i soggetti coinvolti, poiché può avere costi elevati ed è spesso più adatta all’impresa specializzata che gestisce direttamente le attrezzature.
Alcune garanzie devono essere valutate caso per caso: ad esempio, in cantieri isolati o in masi in quota, alcune estensioni possono risultare meno rilevanti rispetto a cantieri in contesti urbani densamente edificati».
Quale assicurazione interviene in caso di difetti edilizi successivi?
«In questi casi interviene la Decennale Postuma, che copre i gravi difetti costruttivi emersi dopo la fine dei lavori.
Accanto a questa, è molto importante la garanzia di manutenzione estesa, che copre i danni riconducibili al cantiere ma che emergono dopo la conclusione dei lavori. Questa copertura può avere una durata variabile, generalmente tra i 6 e i 24 mesi.
È importante sottolineare che i difetti edilizi non sono coperti dalle polizze incendio standard. Per questo motivo la combinazione CAR più Decennale Postuma rappresenta la struttura assicurativa più completa».
Il committente deve verificare le assicurazioni delle imprese?
«Sì, è fondamentale. Il committente deve verificare che tutte le imprese coinvolte dispongano di polizze RCT e RCO con massimali adeguati.
Questo è essenziale perché, in caso di sinistro, il committente può essere chiamato in causa. Inoltre, la sezione di responsabilità civile della CAR opera spesso in eccesso rispetto alle polizze dei singoli appaltatori, rendendo indispensabile una copertura coerente a tutti i livelli.
Anche il progettista deve disporre di una polizza di responsabilità civile professionale adeguata, per coprire eventuali errori progettuali».
Quali sono gli errori più comuni nella stipula delle polizze?
«L’errore principale è sottovalutare la necessità di coperture adeguate fin dall’inizio del cantiere. Spesso ci si attiva troppo tardi, quando le soluzioni disponibili sono già limitate.
Un altro errore frequente è guardare esclusivamente al premio assicurativo, trascurando le condizioni contrattuali. Inoltre, molti committenti non verificano le coperture degli altri soggetti coinvolti nel cantiere.
Un punto critico riguarda anche la Decennale Postuma: senza CAR e senza controllo tecnico, molte compagnie non la rilasciano, con conseguenze potenzialmente rilevanti anche in fase di rogito.
Per questo è fondamentale affidarsi a intermediari specializzati, in grado di analizzare il mercato e costruire soluzioni su misura, oltre che a compagnie solide con una gestione sinistri efficace».
È possibile modificare l’assicurazione se il progetto cambia?
«Sì, ed è necessario farlo. Qualsiasi modifica del progetto deve essere comunicata per iscritto alla compagnia e contrattualizzata. In edilizia i progetti evolvono frequentemente e la copertura assicurativa deve seguire queste variazioni per restare efficace».
Annotazioni finali e ulteriori coperture
«In caso di costruzione impiantistiche è consigliabile valutare anche una polizza trasporti per componenti di alto valore provenienti da fornitori lontani.
Per le aziende con un’elevata frequenza di utilizzo di polizze CAR è possibile strutturare coperture dedicate, sviluppate su misura in base alle caratteristiche dei progetti. Attraverso accordi e convenzioni predefinite è inoltre possibile definire garanzie e condizioni tariffarie già stabilite, così da garantire ai clienti una programmazione chiara dei costi assicurativi, oltre a un maggiore efficientamento nella gestione delle richieste e tempi più rapidi nell’individuazione delle soluzioni più adeguate.
Wide Group segue anche progetti industriali e impiantistici, inclusi quelli nel settore delle energie rinnovabili. In questi casi può essere utilizzata la garanzia ALOP (Advance Loss of Profit), che copre le perdite economiche derivanti dal ritardo di completamento o di avvio dell’opera causato da un danno coperto dalla polizza CAR.
Infine, un aspetto spesso trascurato ma fondamentale: prima dell’inizio dei lavori è consigliabile documentare accuratamente lo stato degli edifici confinanti, con rilievi fotografici dettagliati. Questa documentazione preventiva rappresenta una tutela importante per tutte le parti coinvolte e può risultare decisiva in caso di contestazioni».
Conclusione
La gestione assicurativa di un cantiere non rappresenta un elemento accessorio, ma una componente integrante del progetto edilizio. In contesti territoriali complessi come l’Alto Adige, caratterizzati da specificità ambientali, urbanistiche e operative, la corretta impostazione delle coperture può contribuire in modo significativo alla riduzione dei rischi e alla continuità del progetto.
L’esperienza maturata da Wide Group nel settore construction e nelle coperture specialistiche consente di affiancare clienti, imprese e stakeholder nella strutturazione di soluzioni coerenti con la complessità dei singoli interventi, integrando competenze tecniche, consulenza assicurativa e gestione del rischio.
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