GEAS Sanità, società di intermediazione assicurativa specializzata da 30 anni nella tutela delle strutture sanitarie, dei professionisti sanitari e degli enti religiosi, entra a far parte di Wide Group , tra le più dinamiche società di brokeraggio assicurativo in Italia.

La società, presente a Roma e Milano, precedentemente parte del gruppo tedesco Ecclesia e denominata Ecclesia GEAS Sanità , torna alla denominazione originale GEAS Sanità e avvia una nuova fase di sviluppo a ulteriore beneficio dei propri clienti grazie all’operazione con Wide Group.

La società, dal 2019 sotto la guida Antonio Micalizzi e Alessandro Schmitt von Sydow, attiva non solo nell’intermediazione e consulenza assicurativa ma anche nel risk management e nella gestione sinistri auto-assicurati, ha intrapreso un percorso di crescita che ha permesso di rafforzarne la leadership nei settori di specializzazione fino a giungere all’unione con Wide Group.

Wide Group, una delle principali realtà del brokeraggio assicurativo in Italia, annuncia l’ingresso di Baroncini Broker, società con oltre 30 anni di esperienza nella tutela assicurativa del comparto ippico. Questa operazione si inserisce nella strategia di crescita e diversificazione di Wide Group, volta ad acquisire realtà altamente specializzate con un forte know-how in segmenti verticali, per offrire un portafoglio di soluzioni sempre più ampio e su misura per la propria clientela.

Con sede a Fontane di Villorba (Treviso), Baroncini Broker è punto di riferimento assicurativo del mondo ippico e di equitazione nazionale ma anche quello di molte scuderie e allevamenti francesi e nord europei. Fondata da Alessandro Baroncini, la società si distingue per un’approfondita conoscenza delle dinamiche del settore e per la qualità del servizio offerto a una clientela di alto profilo.

Attualmente, Baroncini Broker tutela oltre 200 tra i più prestigiosi allevamenti e scuderie in Italia e in Europa, garantendo coperture assicurative personalizzate per i più grandi campioni del trotto e del galoppo, tra cui Varenne, considerato il cavallo più forte nella storia della disciplina.

Crescono gli investimenti nell’intelligenza artificiale generativa, ma siamo ancora in una fase sperimentale per quanto riguarda l’adozione di questa tecnologia.

È quanto è emerso nella seconda edizione dell’evento “AI e Insurtech: sfide, opportunità e casi d’uso dell’Intelligenza artificiale in un’industria assicurativa in cambiamento”, che si è tenuta lo scorso 27 marzo e a cui hanno partecipato le più importanti aziende del mondo insurtech.

Il settore assicurativo è uno dei settori in cui l’intelligenza artificiale ha un ruolo centrale in cui il machine learning è ormai uno strumento consolidato anche se in continuo divenire, mentre l’AI generativa rappresenta una nuova frontiera di sviluppo soprattutto per l’ottimizzazione delle attività più ripetitive. Così ha spiegato Giovanni Turi, CTO di Wide Group:

Ultimamente abbiamo iniziato a sperimentare e introdurre l’intelligenza artificiale generativa all’interno delle nostre applicazioni, principalmente per quanto riguarda la gestione delle incoming requests che i diversi interattori e i diversi stakeholder di piattaforma inviano ai nostri sistemi. Dall’altra parte andiamo a fare un’analisi dei dati contenuti all’interno del nostro portafoglio assicurativo, per efficientare processi di pre-sales. La stiamo sperimentando anche all’interno dei processi di software development, ma stiamo sperimentando anche l’assistenza alla programmazione, la classificazione automatica dei ticket che vengono sottoposti alla piattaforma, e in futuro progressivamente andremo a studiare degli strumenti per introdurre interfacce conversazionali a supporto sia dei nostri broker che dei dipendenti interni dell’azienda”.

Al termine dell’evento, Gerardo Di Francesco, COO | Founding & Managing Partner di Wide Group, ha rilasciato un’intervista a Affaritaliani, dichiarando:

Oggi sono emersi moltissimi spunti. Un punto fondamentale riguarda la strategia, la governance, il controllo e la pianificazione: un esercizio estremamente complesso, soprattutto se applicato a una tecnologia così nuova e trasformativa come quella dei large language model. Si tratta di un contesto sicuramente unico, in cui si ritrovano tutte le competenze necessarie per realizzare questo tipo di progettualità: competenze di carattere tecnologico, infrastrutturale, legate alla compliance, al business, e soprattutto tutte presenti nello stesso luogo, ovvero qui a Le Village, a Milano, in occasione dell’evento sull’Intelligenza Artificiale organizzato dall’Italian Insurtech Association”.

È stato pubblicato pochi giorni fa” ha proseguito Di Francesco, “un articolo di Maya Murad, ricercatrice di IBM ed esperta di tematiche legate all’Intelligenza Artificiale, in cui vengono evidenziate sette-otto lezioni – talvolta amare – apprese durante quest’anno di sperimentazione. Tra queste, una in particolare risulta centrale: l’AI, di per sé, non rappresenta un vantaggio competitivo. L’AI è uno strumento che tutti stanno studiando. Il vero vantaggio competitivo risiede nell’organizzazione dei dati, dei processi, nella linearità e nella capacità di costruire macchine e strutture aziendali capaci di gestire e controllare efficacemente dati e processi”.

In termini concreti, ciò che l’AI potrà offrire ai player che hanno già intrapreso questo percorso sarà l’accelerazione dei principali driver di produttività, efficienza, servizio al cliente e qualità lungo l’intera catena del valore (value chain). Oggi questo si sta realizzando tramite gli agents e, con sempre maggiore chiarezza, sta emergendo il paradigma dei multi-agents. Tuttavia, le gerarchie tra i vari agents sono ancora meno definite. In momenti come questi, di confronto tra professionisti, è certamente possibile fare significativi passi avanti per l’intera industria

In conclusione, l’AI è uno strumento chiave nel settore assicurativo e su cui le società stanno investendo e continueranno a farlo. In Italia, però, solo il 34% delle società lo sta testando per renderlo uno strumento di utilizzo concreto.

Wide Group, che già utilizza l’AI e il machine learning per ottimizzare e automatizzare una serie di processi, sta sperimentando l’intelligenza artificiale generativa nelle applicazioni, sviluppate internamente, per efficientare i processi e fornire strumenti e tecnologie sempre più avanzati in grado di far emergere ancora di più il valore dei Broker del Gruppo.

Milano, 2 settembre 2025 – Il team di Wide Group, tra le principali e più dinamiche società di brokeraggio assicurativo in Italia e promotore di servizi per l’intermediario, annuncia la nomina di Andrea Beraldin come Strategy & M&A Director.

Professionista con esperienza internazionale e un solido background nelle operazioni di M&A nel comparto assicurativo, Beraldin avrà il compito di rafforzare ulteriormente la divisione M&A di Wide Group, attraverso la creazione di un team dedicato e multidisciplinare. Il suo ruolo sarà centrale nella definizione e implementazione della strategia di crescita del Gruppo, con l’obiettivo di accelerare la significativa pipeline di acquisizioni e di integrare nuove realtà complementari all’interno della struttura.

Con oltre dieci anni di esperienza nell’investment banking, maturata principalmente a Londra, Beraldin porta in Wide Group competenze riconosciute nei settori finanziario, assicurativo e tech. Nel corso della sua carriera ha seguito numerose operazioni di M&A e finanza straordinaria, in particolare nei sette anni trascorsi in Jefferies, dove ha lavorato ad alcune delle più rilevanti transazioni di settore in Italia ed EMEA.

La sua nomina a Strategy & M&A Director segna un ulteriore passo nel rafforzamento di un team strategico, chiamato a guidare le prossime fasi di crescita del Gruppo attraverso un’intensa attività di analisi, selezione e realizzazione di acquisizioni mirate.

Prosegue, quindi, la strategia di Wide Group orientata ad attrarre e valorizzare figure di alto profilo professionale, con esperienza internazionale, in grado di contribuire con competenza e visione alla crescita futura del Gruppo.

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